New York, fine del XIX Secolo. Tom Newman, proprietario di un’attività di commercio di pezzi di ricambio per locomotive, si trovava sull’orlo del collasso. Obbligato a vendere la casa e ad affidare le sue 2 figlie, Julie e Mary, entrambe affette da sindrome di down ad una levatrice, lasciò la città per fuggire agli usurai. L’uomo però non riuscì ad uscire neanche dal quartiere, che venne ucciso e gettato in una fogna.

Julie e Mary crebbero con una levatrice, una donna che faceva uso di sostanze oppiacee, in uno stato di totale degrado. Venivano maltrattate e lasciate a digiuno anche per diversi giorni. Quando nel 1904 la donna morì, ci vollero ben 3 giorni prima che qualcuno si accorse delle bambine, entrambe 9 anni, che vennero poi soccorse.

Non avendo di che vivere e un posto dove stare, furono costrette a prostituirsi, soluzione ahimè diffusa all’epoca. Dal 1908 al 1909 iniziaro a sparire misteriosamente alcuni dei clienti più facoltosi delle ragazze. Venivano prima drogati, poi spogliati e assassinati brutalmente. Le due sorelle non avevano un vero e proprio modus operandi, agivano di istinto, a causa delle molestie subite da piccole. La loro ossessione però era quella di cavare gli occhi delle vittime e collezionarli. Tutti con le iridi di tonalità cromatica differente. Gli averi dei clienti uccisi, non venivano neanche toccati.

Su quante persone esattamente siano state uccise dalle sorelle Newman, non si hanno numeri certi, anche se all’epoca si parlava di ben 30 omicidi. Nel 1919 vennero arrestate dalla polizia, che le colse in trappola grazie ad un agente che si finse in borghese un loro cliente e, dopo essere state processate, vennero fucilate all’alba del 13 Dicembre 1919. Non esistendo ai tempi l’infermità mentale, anche le persone non sane di mente venivano processate come le altre.

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