Fino alla fine degli anni 80, passeggiando dentro i giardini pubblici di Palestro – oggi giardini Indro Montanelli – potevamo sentire il ruggito del leone e il barrito dell’elefantessa.
Eh si, perché proprio lì sorgeva lo zoo di Milano.

Nella seconda metà del XIX secolo vennero installate nei giardini le prime gabbie con animali esotici e voliere con uccelli tropicali. Questa novità ebbe talmente successo che nel 1923 aprì ufficialmente lo zoo.

In migliaia si recavano per vedere i leoni, le tigri, i pappagalli, le giraffe e così via.
La vasca delle otarie – lastricata di azzurro come si vede oggi – era affiancata da una bancarella di pesce così, chi voleva nutrire i simpatici animaletti poteva farlo lanciandogli un gustoso pesciolino direttamente nella vasca dopo averlo comprato!

Una vera e propria star era l’elefantessa Bombay, con i suoi famosi trucchi e giochi come quello nel quale camminava in equilibrio su delle sfere di ferro davanti ai bimbi affascinati, oppure quello in cui suonava un organetto girando la manovella con la proboscide.
E quando gli spettatori le offrivano noccioline avvolte in banconote, lei con la proboscide le svolgeva, passandole al suo guardiano per poi papparsi tutte le noccioline!

Olga invece era l’orsa che abitava in una gabbia vicino a quelle grotte rocciose che ci sono nella zona del Monte Merlo ed era famosa per ben altro..
..qualcuno ricorda ancora la sua cattiveria..

Nel 1991/92 lo zoo chiuse definitivamente.
Grazie al cielo aggiungerei.
Eh si, perché non è mai bello vedere degli animali rinchiusi in gabbie di ferro.
E allo zoo di Milano erano anche molto piccole e sporche.
Uno dei tanti motivi della chiusura fu anche quello.

Oggi camminando nel parco possiamo ancora vedere le strutture superstiti, come le gabbie dei felini trasformate in uno spazio coperto per i bambini, la gabbia di Olga oggi in completo stato di abbandono e la vasca delle otarie piena di foglie secche.

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Vedendo queste foto, e quelle della povera elefantessa con quegli occhiali, costretta a fare numeri da circo invece di trovarsi libera nel suo habitat naturale, mi viene addosso una tristezza incredibile.
Qualcuno ha davvero pensato che questi poveri animali fossero felici così?
E poi ci si chiedeva come mai Olga fosse così furiosa…

Se avete un pochino di nostalgia fatevi un giretto al parco, e se vi manca la dolce Bombay.. bè, andate al Museo di Storia Naturale, dove la povera elefantessa imbalsamata “passeggia” – finalmente felice? – per sempre, in un diorama del suo habitat Natale…

Foto by: The Nostalgic Blogger,  DominocittàUrl.it – Parco Sempione Blogpost – Skyscraper City – Storie di Milano Blogpost